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La “scandalosa” proposta del Papa: Diventate santi! (Vigani)

La “scandalosa” proposta del Papa: Diventate santi!

Sandro Vigani

Un manto multicolore di migliaia di persone nasconde il verde dell’erba primaverile del parco di San Giuliano. Vederlo dall’altare, dove Papa Benedetto presiede la celebrazione della Messa, è un colpo d’occhio eccezionale. In questo spazio, dove Venezia, con la sua laguna, ogni giorno s’incontra con la terraferma mestrina e, attraverso essa, col resto del Nordest, si sono dati appuntamento in quasi trecentomila. Prima ancora delle parole che il Papa dirà a questa folla, il dono della sua Visita è da cercare in questo evento misterioso ma vero e straordinariamente concreto: nelle migliaia di persone che si sono alzate, molte nel cuore della notte, per venire ad incontrare il Vescovo di Roma, il successore dell’apostolo Pietro e vivere con lui l’Eucaristia.

Cosa spinge tutta questa gente – tanta, al di là di ogni attesa e previsione – a convenire in questo grande parco? Quale desiderio ha nel cuore? Risponde lo stesso Pontefice all’inizio della sua omelia, quando ricorda che lo spazio di San Giuliano, dove abitualmente non si celebrano riti religiosi, ma manifestazioni culturali e musicali, «oggi ospita Gesù risorto». E’ questo il motivo profondo – l’incontro col Risorto nell’Eucaristia presieduta dal successore di Pietro – vissuto con gradi di consapevolezza diversa ma egualmente vera, che ha condotto qui migliaia di persone. 

Ed è questo l’evento che, prima di ogni parola e riflessione, lascerà una traccia incancellabile nella vita di tutte queste migliaia di persone. E’ il primo frutto che la Visita pastorale di Benedetto XVI ha già fatto maturare nelle Chiese del Nordest. Lo testimoniano, tra l’altro, lo splendido silenzio che accompagna l’inizio e i momenti forti della celebrazione, interrotto soltanto dal canto delle rane che si sono date appuntamento nello specchio d’acqua del parco, e l’attenzione con la quale essa è stata vissuta.
Quale consegna lascia Benedetto XVI alle genti del Nordest riunite nel parco di San Giuliano? Il Papa ricorda i valori di fede che da sempre queste genti portano con sé, testimoniato dalle chiese, dalle opere d’arte, dagli ospedali, dalle scuole… che parlano di Cristo disseminate in tutto il suo territorio. Ad Aquileia, davanti ai rappresentanti dei Consigli pastorali delle diocesi del Triveneto, aveva definito il popolo del Nordest «affabile, laborioso, tenace, solidale… segnato in profondità dal Vangelo di Cristo». «Eppure – chiarisce il Papa ai circa trecentomila di San Giuliano – oggi questo essere di Cristo rischia di diventare un orizzonte che solo superficialmente, e negli aspetti piuttosto sociali e culturali, abbraccia la vita; rischia di ridursi ad un cristianesimo nel quale l’esperienza di fede in Gesù crocifisso e risorto non illumina il cammino dell’esistenza».
Benedetto XVI riconosce ed apprezza la cura che le nostre Chiese pongono «nel cercare di comprendere le ragioni del cuore dell’uomo moderno» e, a partire dalla loro tradizione cristiana, si preoccupano di «tracciare le linee programmatiche della nuova evangelizzazione, guardando con attenzione alle numerose sfide del tempo presente». Ma ci mette in guardia, perché «anche un popolo tradizionalmente cattolico può avvertire in senso negativo, o assimilare quasi inconsciamente, i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico». Come dire: attenti cristiani del Nordest a non rischiare, nel tentativo in sé giusto di mediare il messaggio cristiano all’uomo moderno, di disperderlo in molteplici strategie, programmi, compromessi e interpretazioni che finiscono per fargli perdere la vera identità.
Ecco allora la proposta del Papa, come antidoto alla riduzione dell’esperienza cristiana a fatto che non trasforma più la vita. E’ un proposta, dobbiamo riconoscerlo, scandalosamente forte e radicale: «Siate santi! Ponete al centro della vostra vita Cristo. Costruite su di Lui l’edificio della vostra esistenza. In Gesù troverete la forza per aprirvi agli altri e per fare di voi stessi, sul suo esempio, un dono per l’intera umanità».

Tratto da GENTE VENETA, n.21/2011

http://www.gvonline.it/public/articolo.php?id=6516

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